Terza Metà: Cangnan, July. The Hairstyle that could not be and should not be forgotten
Il volo China Eastern Airlines che da Shanghai mi sta conducendo a Wenzhou è più desolante del solito o è il solito pessimo MU5298?
Le gonne delle hostess sono oggi particolarmente sporche? Il microclima d’alitosi è più pungente o afoso del dovuto? Il vociare del vicino 18 A che comunica col 18 C ha una tonalità superiore all’atteso?
Sinceramente no.
Le gonne sono sì zozze ma se ne distingue il colore originale, l’alitosi di sala ha la rassicurante rancidità del raviolone agliato al rognone, non rappresenta la sfida impossibile lanciata dal tassista di ieri sera, per dire. Ed il vicino è un mezzosoprano, sta urlando in mi bemolle 2, mi pare.
Sono io, io sono desolante e desolato. Desolando e desolaturo. Il resto è perfetto.
Perfettamente trash.
Succede che non c’ho voglia. Succede che non ce la faccio quasi più.
E’ il 27 luglio e penso ai miei compagni di scuola, al mare con gli amici, l’unghia del medio che duole per le interminabili partite a biglie, la schiena scottata dal sole e la prospettiva di una sbronza colossale in qualche balera della Riviera Romagnola, dopo il frittone misto in pastella di colesterolo.
Penso alla montagna, al cielo con le nuvole e le stelle, all’ufficio legnoso, un fiammingo alla parete. Penso all’ordine, alla logica, alla stanca e raffinata vita Padana, dove tutto scorre con banale, prevedibile razionalité.
Penso ad una lacrima di aceto balsamico sulla bufala, ai panzerotti di mamma Margherita, all’ordinato abbaiare di Rocky, Jack e Jacky sul prato di casa dei miei.
Mezzora in volo, tra un po’ iniziano le operazioni di atterraggio. Leggo nuovamente l’ultimo messaggio che mi è arrivato, prima di partire.
Una vecchia abitudine: da giovine ero solito ricevere splendidi messaggi, prima di prendere un aereo. Messaggi di commosso addio, anche fossi stato di ritorno la sera stessa. Poi ho cambiato numero, mi pare, o comunque qualcosa è successo e non ne ricevo più.
Anche questo mi sembra una specie di messaggio d’addio, ha una laconicité tutta sua, uno stile direi:
[ctrip]weather: Wenzhou, Cloudy/Cloudy Tomorrow, 38-29 deg C.
Ha ancora senso tutto ciò? Per la prima volta, dal Settembre del 2005, sento di averne abbastanza.
Ha senso che io stia andando in un posto che si chiama Cangnan, nei pressi di Wenzhou e domani sarò in un altro che si chiama Ruian, che il tempo prevede un “nuvoloso/nuvoloso 38 gradi” all’ombra e un’umidità da bagno turco?
Perché ciò su cui dolosamente glissa il messaggio meterorologico è il dato sull’umidité: non credo di esagerare se dico che a queste latitudini vivi praticamente in una vasca d’acqua inquinata.
Quando l’acqua è a 20 gradi ti sembra di essere sul Tonale a Santo Stefano. Un grado in più e ci si cuoce.
A mio giudizio qui ci sono 4 o 5 finestre di bel clima all’anno, quando il termometro segna i 20.5 gradi Celsius. Due o tre ore in tutto nell’arco dei dodici mesi.
Mi risveglio quando le ruote fanno il primo rimbalzino sulla pista. Stavo facendo un bel sogno, sguazzavo nelle Terme sulfuree di Sirmione, credo. O forse stavo sciando. Bello sciare. Ma non ne sono sicuro: ricordo solo il passamontagna di lana anni 70 e la sensazione di alcuni numeri che dovrei giocare sulla ruota di Cangnan. Il 20, il 21 e il 20 e mezzo.
Spesso mi addormento proprio in fase di atterraggio, qualcuno mi sa dire il perché?
Arrivo alle 9.30, Justin non c’è. Dopo un quarto d’ora mi telefona. Non ha la stessa voce di stamattina, la voce da amante stanco, da telefonata sdraiati sul letto. E’ invece allegro, un po’ agitato, sembra cercarmi con la voce:
“dove sei? No vedo ti”
“dove sono, sono agli arrivi, Justin” Ho già perduto la pazienza, vedete?
“io anche, no vedo ti”
Sento che dice all’autista di “correre un po’, che Gia-lu-cà è già arrivato”.
E riattacca senza tanti convenevoli.
Certo non mi vede, il farabutto, è ancora in autostrada!
Arriva dopo una mezzoretta, trafelato come avesse corso a piedi e non in macchina. Tipo corsa campestre.
Lo guardo meglio, ma cosa ha? Cosa lo rende tanto assurdo, al di là della trafelaggine?
La sua pettinatura!
E’ enorme, in primo luogo, questo ti colpisce subito.
Ed è meravigliosissima. Trattasi di acconciatura a schiaffo, in avanti però. Lo schiaffo arriva dalla nuca, per intenderci. Di fronte, l’effetto è quello vagamente minaccioso dell’onda di libeccio che sembra volerti travolgere. Il primo istinto è quello di scartare velocemente di lato. Fortunatamente Justin è piccoletto e l’acqua ti arriverebbe all’ombelico.
Di profilo invece, mi sposto di due passi per avere la corretta prospettiva, il tutto assume un aspetto più pacato e sino-taoista. La forza dirompente dello tzunami che ti spaventa di fronte, diventa perfetto equilibrio di profilo. I capelli yang che coronano l’alto cranio formando un cupolone castano (temo che Justin si faccia le meches), si incontrano a metà della volta cranica posteriore con i capelli yin, che scivolano per una ventina di centimetri fino a toccare la nuca del Nostro, per poi svirgolare di nuovo all’esterno all’altezza del collo, rispecchiando perfettamente, a contrario, il profilo del cupolone soprastante.
Sono esterrefatto da questa acconciatura, la più straordinaria che abbia avuto la fortuna di incontrare in tutti questi anni. Forse nella mia vita. Niente di simile si può vedere neppure tra i ritratti dei Grandi di Spagna al Prado, o tra le vostre vecchie fotografie dei compagni di scuola e università nei primi anni novanta.
“Hello! You had a good trippa? You had a good trip ah?”
La voce di Justin mi distrae da questa specie di visione, di rapimento estetico. Ricordo un momento simile, la prima volta che vidi dal vivo la Jeunes filles au piano di Renoir, all’Orsay. Mi svegliai con gli occhi belli di Elenoire che rideva e mi parlava.
Così ora mi sveglio con gli occhioni buoni, cinti da foltissime sopracciglia, di Justin.
Sorride un po’ preoccupato, forse imbarazzato. Il suo volto è tondo e grandissimo, la fronte spaziosa e intelligente, il bel naso grande al centro dei due rotondi zigomi, la boccuccia piccola, labbra carnose. E quel mentino appena accennato, sotto le labbrucce a cuore, che ti viene voglia di prenderlo tra le pollice e indice e dirgli: ‘bel musetto!’.
Mi sto distaccando dalla mia parte di ospite perfetto, sempre più. Una volta risultavo simpaticissimo agli amici cinesi, di certe cose ti accorgi. Partecipavo, parlavo la lingua, assaggiavo tutto, bevevo, coinvolgevo, giuocavo. E loro mi festeggiavano.
Adesso un po’ me ne frego e mi trovo in situazioni come questa, ove capisco che Justin saluta preoccupato, mentre io continuo a osservargli la chioma, immerso nei pensieri su quanto sia cambiato il mio atteggiamento con gli amici Cinesi. Sono veramente sul punto di fargli un buffetto e canticchiargli un ‘bel musetto!’.
Devo reagire. Mi sveglio dal torpore.
“Justin! Che piacere rivederti, scusa sono un po’ stanco per il viaggio e osservavo i tuoi capelli, sei stato dal parrucchiere? Hai un’acconciatura fantastica”
No, non sono un paraculo, scusate, ma devo dargli faccia, non posso dirgli la verità. L’Uomo non sempre è pronto per la Verité. E poi fantastica è fantastica, mica ho detto una bugia.
Entrati in auto, il Nostro dà indicazioni all’autista, reclina subito il sedile e si mette a dormire. Qui capisco in parte il segreto della sua chioma: il vuoto, la cupola concava sulla nuca, è dovuta allo schiacciamento dei capelli sul poggiatesta! Originariamente la Chioma aveva certo un’altra forma: era un casco, un enorme, grottesco, perfetto casco che tracciava una sezione di cerchio attorno a Justin, un’aureola con un raggio di circa 26, 27 centimetri.
Deve essere stata una chioma eccezionale nella sua versione originale, eppure adesso ha assunto, quasi per volontà propria, un carattere, una volontà di potenza che raramente si riconoscono in una chioma.
Mi sono forse trattenuto troppo su di essa, amici e lettori, per cui interrompo momentaneamente la cronachella di questa importantissima giornata di Provincia e vi do appuntamento a settimana prossima.
Reputavo che questa fosse una conciatura che non poteva, non doveva andare dimenticata.
Tags: acconciatura, China Eastern Airlines, Grandi di Spagna, hairstyle, interpretazione dei sogni, Jeunes filles au piano
June 30th, 2010 at 12:18 pm
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